Dopo aver collezionato una discreta serie di successi ed essersi ben classificata in importanti competizioni internazionali, Ilaria Webster stava per abbandonare l'attività sportiva.
Il curriculum di Ilaria è emblematico di come, nel pattinaggio di figura, la carriera di tante splendide atlete rischia di venire stroncata da partner a cui manca il coraggio di continuare.

Il pattinaggio sincronizzato, per la composizione quasi esclusivamente femminile delle sue squadre, ben lungi dall'essere il rifugio di atleti incapaci, rappresenta invece, per queste ottime atlete, un'occasione unica, quasi insostituibile, per continuare l'attività sportiva e mantenersene ai vertici.
Il passaggio alla nuova specialità non è indolore, la precisione richiesta è grande e tante sono le ore di allenamento e sacrifici richiesti, ma domandate pure ad Ilaria se ne vale la pena, noi conosciamo la sua risposta da anni!
Questa non è che una parte della sua storia, ma cliccando su "Una prova dopo l'altra", in testa od in fondo alla pagina potete leggerla tutta, come l'ha scritta lei nel marzo 2003.
Leggendo questo suo racconto, conoscendo le sue passioni, le sue speranze e la forza con cui ha saputo reagire alle avversità, sembra impossibile che, dopo appena pochi anni, già non faccia più parte delle Hot Shivers, eppure è così e, in "Ci ha lasciato", scoprirete perché.
La mia carriera con Federico Finazzi durò tre stagioni vincendo, subito il primo anno, il titolo di Campioni Italiani Allievi, per poi passare i due anni successivi in categoria Junior, ottenendo comunque buoni risultati.
La sorpresa arrivò il secondo anno Junior, quando la Federazione ci invitò a partecipare allo Junior Grand Prix di Kiev in Ukraina.
Era la prima Coppa del Mondo della mia carriera, ero felicissima: mai mi sarei aspettata, a soli 14 anni, di partecipare ad una gara internazionale di tale importanza.

Quell'anno cominciò molto bene, ottenendo a Kiev un ottimo settimo posto.
Una nuova convocazione ci portò alle Olimpiadi Giovanili di Poprad-Tatry, in Slovakia, dove, oltre all'esperienza unica, abbiamo riportato uno splendido sesto posto.
Io e Federico, insieme, abbiamo partecipato a molte gare, tra cui tre Campionati Italiani e diverse gare di Coppa Italia, oltre alle gare Internazionali già citate ed al famoso Autumn Trophy di Mentana, nei pressi di Roma, per ben due anni consecutivi ed alla gara Internazionale UISP tenuta tutti gli anni a Budapest, inUngheria.
Purtroppo Federico non si rivelò il partner che speravo, infatti, dopo la nostra partecipazione alle Olimpiadi Giovanili nel 1999, decise di smettere e abbandonare così la sua carriera appena iniziata.
Io ero triste, demoralizzata, ormai consapevole del fatto che i ragazzi nel pattinaggio sono molto rari e, per un anno, lasciai quasi completamente il pattinaggio.
Allenandomi poco o quasi niente presi comunque un'altra piccola soddisfazione: la Medaglia di Bronzo ISU.
Fui presentata da Andrea Gilardi, già allievo di mio padre Michael Webster, per molti anni, e mio coreografo fin dalle prime gare di artistico all'età di 6 anni.
Era circa fine marzo del 2000, quando completamente inaspettata mi arrivò la telefonata di Diego Rinaldi, un ragazzo di cui già conoscevo il valore date le sue diverse esperienze, sia in campo nazionale che internazionale, in categoria Junior e Senior.

Mi chiese di pattinare con lui, a dire il vero pensavo di stare sognando, e fu così che cominciò un nuovo anno, ricco di risultati positivi e di esperienze indimenticabili, dalla partecipazione a due Junior Grand Prix, a Chemnitz in Germania ed a Danzica in Polonia, ottenendo rispettivamente un quinto e un sesto posto, alla conquista del titolo Campioni Italiani Junior per poi essere mandati, come prima coppia Italiana, a partecipare ai Campionati Mondiali Junior a Sofia, in Bulgaria.
Questo però era il nostro ultimo anno in categoria Junior perché, dati i 21 anni di Diego, saremmo stati costretti a passare in categoria Senior e, come si sarà già compreso, così si concluse un'altro capitolo della mia storia nella danza.
Dopo le mie esperienze agonistiche, decisi di seguire la strada dei miei genitori, cominciando ad insegnare al palazzo del ghiaccio di Como per due anni, ma continuavo però a fare spettacoli in giro per le piste d'Italia in coppia con Diego.
La novità arrivò all'inizio di quest'anno quando, una sera, era fine Settembre, decisi di provare una lezione con la squadra di sincronizzato Hot Shivers.
Mi sembrò, in un certo modo, di tornare ai vecchi tempi: allenamenti tutte le sere, danza e ginnastica a secco, ma meglio di tutto ... Andrea!
In tutti questi anni mi era mancato il suo carisma, le emozioni che mi faceva provare sin da quando ero piccola, a montare, disfare, e cambiare passi del programma.
Beh! Devo essere sincera, mai mi sarei aspettata di trovarmi, un giorno in una squadra di Sincronizzato, ma... eccomi qui!!!...
....con una nuova pagina del mio libro da iniziare, e sperando di non doverla mai terminare!